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Ferigo: INWIT spiccherà il volo

News - 05/08/2020
Archiviato da poco il primo trimestre che recepisce i numeri post fusione tra le torri di Tim e Vodafone, i prossimi 12-18 mesi saranno dedicati al “set up” dell’azienda. Lo ha spiegato l’AD Giovanni Ferigo a MF-Milano Finanza. Il futuro? Il business dei droni e consolidamento a livello europeo.

La ‘nuova’ INWIT è già operativa e presto, completato il “set up” dell’azienda, potrà esprimere il pieno potenziale. In un’intervista a MF-Milano Finanza, l’AD Giovanni Ferigo ha ripercorso i risultati raggiunti finora e segnato le sfide da affrontare nel prossimo futuro.

Avete archiviato il primo trimestre post fusione, cosa è emerso e come pensate di chiudere l’anno?

“Gli ultimi 6 mesi sono stati impegnativi, dalla creazione della nuova società, allo sbarco sul Ftse Mib al lancio del bond da 1 miliardo. I nuovi risultati dicono che ora giochiamo in Champions League, le aspettative si alzano. Abbiamo dato guidance che prevedono ricavi a fine anno tra 660 e 665 milioni e un Ebitda al netto degli affitti di 410-415 milioni.”

Quali sono state le difficoltà?

“Abbiamo dovuto unificare processi e filosofie di due aziende diverse, che per 25 anni sono state avversarie. Abbiamo dovuto mettere in piedi un nuovo sistema integrato, considerando anche le limitazioni imposte dall’Antitrust e non è stato banale. Ma i risultati stanno nei numeri.”

Cosa resta da fare?

“Completare il set up della macchina. L’implementazione di un sistema unico basato su una nuova IT che ottimizzi le fasi tecniche ma anche quelle commerciali e finanziarie. E poi da ottobre inizia l’implementazione della procedura prevista dall’Antitrust per mettere a disposizione dei nuovi MNO i siti nei comuni sopra i 35.000 abitanti. Potremo tornare a un Tenancy Ratio, sceso oggi a seguito della fusione intorno a 1,8, ai precedenti valori di 1,9 o anche di più.”

Il nuovo sistema permetterà risparmi di costi?

“Lo farà in maniera indiretta, se ottimizzi i processi ottimizzi anche le spese. Saremo per ò anche molto concentrati sull’innovazione e sulla sostenibilità.”

Su cosa sarà focalizzato il business?

“Il primo ruolo è supportare gli operatori nella digitalizzazione del Paese, proponendo le soluzioni infrastrutturali più adatte. Oltre all’acquisizione di nuovi tenant, punteremo a nuove soluzioni per i clienti. Senza dimenticare che siamo da sempre tra i più grandi sostenitori delle coperture indoor dedicate. Solo questa settimana abbiamo annunciato accordi con il nuovo polo del lusso della catena Lungarno Collection e con l’università Luiss. L’ottica è quella di dare un servizio one-stop-shop con tutti i servizi che servono a un operatore.”

Parliamo di 5G: quale evoluzione si aspetta? 

“La diffusione del 5G si giocherà molto in ambito outdoor, ma anche in ambito indoor. Il 5G viene associato spesso ed erroneamente a problemi di salute o a pericoli per la sicurezza. Si tratta di sensazioni superficiali che distraggono dall’opportunità di arrivare a una svolta digitale per l’economia italiana. Il 5G potrebbe portare a un incremento di 0,3 punti percentuali di PIL.”

C’è una reale necessità di una nuova tecnologia? 

“C’era già prima e in più il Covid ha accelerato i processi di almeno 5-6 anni. Tra 12-18 mesi la rete 4G non riuscir à più a gestire la quantità di dati in circolazione, prevista in aumento.”

Quando davvero la tecnologia 5G entrerà nelle vite di tutti?

“In maniera definitiva penso ci vorranno circa 3 anni, ma i terminali 5G sono già disponibili sul mercato, e questo è già positivo. E le principali città italiane saranno già pronte a partire dalla fine del
2020.”

Quali saranno i nuovi servizi che citava?

“Le torri sono certificate dal punto di vista della geolocalizzazione e sono l’elemento più prossimo al cliente finale. Per un oggetto volante sapere dove si è rispetto a cosa è fondamentale. Parlo del settore destinato a crescere di anno in anno dei droni. Le torri potranno fornire supporto del volo, anche alla luce della nuova normativa. Penso poi a tutti quei servizi che hanno necessità di una bassa latenza, cioè istantaneità nella risposta per il cliente. L’altra grande scommessa di INWIT riguarda le small cells.”

State studiando operazioni di M&A?

“Abbiamo già 22 mila siti da gestire. Per i prossimi 12-18 mesi la crescita sarà solo organica. Come ho detto dobbiamo completare il set up. Poi si vedrà.”

Il mercato europeo però è in fermento.

“Osserviamo anche noi un forte dinamismo. Da poco è nata Vantage, la società delle torri di Vodafone. Non escludo che Telefonica e Deutsche Telekom possano fare ragionamenti simili nei prossimi mesi. In effetti mi aspetto un consolidamento del mercato. Per quanto ci riguarda, una volta sviluppato il nostro modello best in class, potremmo guardarci intorno.”