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Sostenibilità

Economia Circolare: la torre è una “miniera” di materiali

7 Luglio 2026
Torre 5G recupero materiali dismessi

Il Bilancio Integrato 2025 misura il valore creato da INWIT nei territori e nelle comunità in cui opera. Questa serie di storie parte da quei risultati per portarli nei luoghi in cui si generano.

L’acciaio del palo, il metallo degli shelter, i materiali rari nelle apparecchiature elettroniche, ma anche il rame dei cavi e dei quadri elettrici: quando una torre di INWIT smette di trasmettere, diventa una miniera di materiali da recuperare, trattare e rimettere in circolo. È per questo che INWIT ha sviluppato un sistema logistico il cui cuore si trova a Maddaloni, in provincia di Caserta.

È qui che INWIT gestisce, insieme al partner ATS, un centro logistico che svolge contemporaneamente due funzioni: da un lato è il magazzino in cui sono depositati materiali e apparecchiature da cui si attinge per la realizzazione delle nuove infrastrutture e per le attività di manutenzione; dall’altro è il punto in cui i materiali dismessi vengono valutati e avviati, se opportuno, a impianti di recupero per il loro reimpiego, con l’obiettivo ultimo di tornare sul mercato.

A supporto dell’impianto di Maddaloni, tre depositi distribuiti sul territorio nazionale che garantiscono flessibilità operativa e prossimità ai siti.

Solo nel 2025 INWIT ha recuperato 140 tonnellate di condizionatori, 206 tonnellate di batterie, 20 tonnellate di shelter, 145 tonnellate di materiale elettrico, 7 tonnellate di ferro e acciaio, 44 tonnellate di rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione e 8 tonnellate di estintori.

Riparare, recuperare, riutilizzare

Quando un componente arriva al centro di Maddaloni, non viene subito classificato come rifiuto. Passa prima per un laboratorio di riparazione, dove viene valutato il suo potenziale di reimpiego.

I componenti che non trovano una seconda vita interna vengono classificati come rifiuti e avviati a recupero presso impianti autorizzati esterni: i singoli materiali vengono separati, lavorati e reimmessi nel mercato.

Nel 2025 questo processo ha portato al recupero del 98% delle 581 tonnellate di materiali dismessi da INWIT, superando il target fissato al 95% a conferma di una gestione sempre più efficiente delle risorse.

Tutte le tipologie di materiali gestiti nell’anno sono state totalmente avviate a recupero, unica eccezione riguarda le batterie gravemente danneggiate (11 tonnellate delle 217 tonnellate gestite): quando la struttura delle batterie è compromessa gli acidi al loro interno rendono complesso il raggiungimento di percentuali di recupero elevate.

Un approccio completo alla circolarità

La circolarità riguarda diversi aspetti del business di INWIT, andando oltre il reimpiego dei materiali di una torre giunta al suo fine vita.

Infatti, INWIT ha sviluppato i cosiddetti fast-site, strutture porta-antenna leggere e modulari, progettate fin dall’origine per essere facilmente smontate, riconfigurate e reimpiegabili. Concreti esempi di applicazione dei principi di economia circolare lungo tutto il ciclo di vita delle infrastrutture.

Inoltre, l’azienda ha definito, e messo a disposizione dei propri fornitori, delle linee guida per la progettazione di strutture porta antenna non standard, che promuovono soluzioni durevoli, riparabili e facilmente smontabili a fine vita.

Senza dimenticare che una torre nasce, in parte, già da ciò che altre strutture hanno lasciato: nel 2025 il 63% dell’acciaio acquistato per la realizzazione di nuovi siti era acciaio riciclato.

Ma il contributo più significativo di INWIT all’economia circolare deriva dal suo stesso modello di business: il neutral host. Offrendo più servizi integrati a partire dall’infrastruttura, esso è in linea con uno dei principali modelli di business di economia circolare, quello del prodotto come servizio.

INWIT condivide le proprie infrastrutture, assicurandone manutenzione e upgrade tecnologico, con più clienti, evitando che ogni operatore realizzi la propria infrastruttura. I benefici ambientali si riflettono sull’intero ciclo di vita degli asset: dalla minore estrazione e utilizzo di materiali per la costruzione, al contenimento dei consumi energetici in fase di esercizio, fino alla gestione del fine vita delle infrastrutture. La circolarità, in fondo, era già nel modello.

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