Il Bilancio Integrato 2025 misura il valore creato da INWIT nei territori e nelle comunità in cui opera. Questa serie di storie parte da quei risultati per portarli nei luoghi in cui si generano.
Pontelungo, nel Comune di Pistoia, prende il suo nome dal ponte romano che scavalca il torrente Ombrone proprio nel punto in cui l’alveo si allarga e riceve le acque del Vincio di Montagnana.
È qui che sorge una delle 26mila torri di INWIT, ma non si tratta di un sito qualunque: se da un lato la torre abilita la connettività delle persone del posto, dall’altro, poco distante, un impianto fotovoltaico da oltre 50 kWp produce energia pulita ogni giorno.
Sempre a Pontelungo è infatti presente uno dei circa 740 impianti fotovoltaici gestiti da INWIT in prossimità delle sue torri. Solo lo scorso anno ne sono stati installati più di 120, seguendo due logiche di scala diverse. Delle realizzazioni 2025, ad esempio, un centinaio sono quelli di piccola taglia, da circa 4 kW ciascuno, con pannelli integrati direttamente sopra la struttura che ospita gli apparati tecnologici della torre (shelter), limitandone la dipendenza energetica dalla rete.
Gli altri 26 impianti, come quello di Pontelungo, hanno una potenza media di 50 kW e producono energia fotovoltaica pulita che viene immessa nella rete locale attraverso un meccanismo chiamato “autoconsumo individuale a distanza”.
In questa logica sono la rete e il suo gestore a fare da intermediario: all’interno della stessa cabina primaria, la quota parte dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici compensa virtualmente quella utilizzata dalle torri di INWIT nell’ambito della medesima cabina. Con questo principio, un sito di INWIT si trasforma in qualcosa in più di un abilitatore di connettività.
Il risultato complessivo è una nuova potenza installata di 1,73 MW nel 2025, che si aggiunge ai 2,7 MW dei 4 anni precedenti. Solo nel 2025, INWIT ha prodotto oltre 3.700 MWh di energia fotovoltaica, pari al consumo annuo di oltre 1.350 famiglie italiane, grazie alla quale è stata evitata l’emissione in atmosfera di oltre 1.700 tonnellate di CO₂ equivalente.
L’impatto positivo delle infrastrutture di INWIT
“Le torri di INWIT sono infrastrutture digitali e condivise cruciali per le comunità e lo sviluppo del Paese, con un fabbisogno energetico significativo È per questo che INWIT ha deciso di sviluppare impianti fotovoltaici nei pressi delle proprie torri.
L’autoproduzione fotovoltaica è uno dei tasselli della strategia climatica aziendale, assieme all’acquisto di energia verde e agli investimenti in efficientamento energetico. Dove il clima lo permette, ad esempio, è stata adottata la tecnologia dei free cooling, che consente di utilizzare l’aria esterna per il condizionamento degli ambienti. Solo nel 2025 sono stati installati 525 sistemi di questo tipo tra le infrastrutture di INWIT. Un altro fronte di efficientamento è quello dell’installazione dei cosiddetti raddrizzatori ad alta efficienza: dispositivi elettrici che convertono la corrente alternata in corrente continua riducendo la dispersione energetica sotto forma di calore, abbassando così i consumi complessivi del sito.
Solo nel 2025 la combinazione tra autoproduzione fotovoltaica e iniziative di efficientamento energetico ha consentito di evitare l’emissione in atmosfera di circa 4.224 tonnellate di CO₂ equivalente.
Nello stesso anno, INWIT ha utilizzato 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili prodotta in Italia, acquistando energia verde certificata tramite Garanzie di Origine.
Si tratta di iniziative concrete: connettività per chi abita quel territorio, energia pulita che torna nella rete locale, riduzione dei consumi energetici ed emissioni evitate. Un’infrastruttura che, nel posto in cui si trova, genera un impatto positivo.
Un percorso ancora in evoluzione
Il traguardo del 100% energia rinnovabile, raggiunto nel 2025, non deve considerarsi la fine di un percorso, perché l’energia elettrica consumata dai siti è solo una parte dell’equazione, e sono tanti gli aspetti sui quali INWIT è ancora al lavoro nel proprio percorso di decarbonizzazione.
Il primo sono i gruppi elettrogeni. Una quota dei siti INWIT opera ancora in assenza di allaccio alla rete elettrica nazionale e viene alimentata, per periodi limitati, con gasolio. Il piano prevede il progressivo allacciamento di questi siti e, per quelli strutturalmente non raggiungibili dalla rete, l’esplorazione di tecnologie alternative di generazione.
Il secondo è la flotta aziendale. I consumi di benzina e gasolio del parco auto rappresentano oggi una voce marginale ma monitorata: la direzione è la sostituzione progressiva con veicoli ibridi ed elettrici.Il terzo fronte è quello dei gas refrigeranti, fondamentali per raffreddare gli impianti delle torri, che richiedono monitoraggio continuo e una progressiva migrazione verso tecnologie di raffreddamento alternative o verso apparecchi che utilizzano gas a basso impatto climatico.
Fronti diversi con complessità differenti, ma una logica comune: si va oltre le intenzioni, per ogni componente si è definito o si sta definendo un piano di miglioramento.
Proprio come a Pontelungo, dove una torre per la connettività e un impianto fotovoltaico che produce energia pulita coesistono a pochi passi e portano benefici concreti al territorio.