Ferigo: Infrastrutture wireless per il rilancio dei territori

Giovanni Ferigo

Il nostro AD alla conferenza organizzata dal Centro Studi Americani ha fatto il punto sullo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione nel nostro Paese e sul ruolo fondamentale di INWIT per abbattere il digital divide.

Il nostro AD alla conferenza organizzata dal Centro Studi Americani ha fatto il punto sullo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione nel nostro Paese e sul ruolo fondamentale di INWIT per abbattere il digital divide.

Il 5G aiuterà l’Italia ad essere un Paese più moderno, efficiente e digitalizzato, oltre che più unito e connesso. È il quadro che emerge dalla web live conference “5G e tecnologie emergenti, organizzata il 20 ottobre scorso dal Centro Studi Americani

Un panel di confronto, coordinato dalla giornalista di Rai 1 Barbara Carfagna, per fare il punto sullo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione nel nostro Paese con i maggiori attori e stakeholders del mercato nazionale – dal sottosegretario al Mise Mirella Liuzzi Marco Bellezza (AD di Infratel Italia), da Paolo Campoli (responsabile del Segmento Service Provider di Cisco) a Enrico Cereda (Presidente e AD di IBM Italia) – che ha visto anche la presenza del nostro amministratore delegato Giovanni Ferigo.

La rete di nuova generazione non sarà solamente una versione più veloce del 4G, ma darà vita ad un vero e proprio ecosistema digitale” ha spiegato l’AD nel corso del dibattito. “La velocità di trasferimento dei dati, infatti, aprirà la strada ad una enorme varietà di servizi in diversi settori, fondamentale per l’accelerazione delle nuove tecnologie in Italia”. 

Purtroppo, però, l’Italia sconta ancora un grave ritardo rispetto ad altri paesi sul fronte della digitalizzazione. “Secondo l’indice Desi, l’Italia è al 25esimo posto su 27 in UE. La rivoluzione 5G sarà possibile solo con copertura capillare outdoor e indoor. Al momento stiamo installando piccole antenne in luoghi dove la copertura 5G dovrà essere eccellente – stazioni ferroviarie, stadi, piccoli borghi, museialberghiuniversità e centri commerciali  – ospitando sui nostri impianti qualsiasi operatore che sia interessato a sviluppare non solo copertura e capacità di dati, ma anche quei servizi verticali molto innovativi che il 5G consentirà di realizzare”.

Ma il ruolo di INWIT, in questo scenario, è quello di supportare l’implementazione della rete 5G sull’intero Paese, proponendo le soluzioni infrastrutturali più adatte anche alle piccole realtà che compongono il nostro territorio. 

La rete 5G significa investimenti, sviluppo, ma anche rilancio del territorio. I sistemi DAS (Distributed Antenna System) o le Small Cells, ad esempio – ha spiegato Ferigo – possono cambiare il volto dei piccoli borghi italiani, nell’ottica di un Paese sempre più connesso, in linea con le priorità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del Governo. Vogliamo rassicurare i Comuni che esistono strumenti non invasivi per l’implementazione del 5G in piazze e centri storici. I sistemi di microcopertura, ad esempio, hanno potenze di emissione e consumi più bassi rispetto alle antenne tradizionali. Con le reti di quinta generazione, dunque, le città italiane potranno vivere grandi cambiamenti demografici, urbani, ecologici, produttivi e sociali.”

Secondo uno studio del McKinsey Global Institute (MGI) – ha puntualizzato Ferigo – con il 5G le Smart Cities saranno più sicure (-10% incidenti, -30% furti), più veloci (-45-65% del tempo in uffici pubblici), più green (-10/15% emissioni) e più sostenibili (+3% occupazione e minor costo della vita)”. 

Il 5G, dunque, è la spinta che serve al Paese per compiere un passo decisivo verso il futuro